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Chi sono

Chiara, classe ’89, nata e cresciuta nel Bel Paese, ma diventata adulta, nel 2013, nella splendida Parigi.

Ho sempre amato viaggiare e la mia mente vaga lontano sin da piccola, verso orizzonti sempre più lontani. Sognavo una vita movimentata, in giro per il mondo, lavorando come esploratrice o come scienziata. In qualche modo, adesso sono diventata l’uno e l’altro!

Con una laurea in Biologia e una borsa Erasmus+ al seguito (che ancora si chiamava progetto Leonardo) sono partita da sola, un tiepido giorno di ottobre, con l’obiettivo iniziale di restare per soli sei mesi, forse un anno. Ero uno dei tanti “cervelli in fuga” che sognava l’estero nella speranza di un futuro e di una carriera migliore. Parigi mi è poi entrata nel cuore, talmente tanto che ho deciso di restaci fino a data da destinarsi.

La Ville Lumière è diventata così un luogo che chiamo “casa”, la mia fonte di ispirazione e il fulcro di una nuova, grande tappa: la vita da expat.

Oggi vedo l’espatrio con occhi diversi rispetto a quando sono partita, quel 1° ottobre 2013. Doveva essere un trasferimento economico, un’opportunità professionale, una nuova esperienza. Oggi per me l’espatrio è diventato uno stile di vita.

Partendo di Parigi ho iniziato a visitare l’Europa in lungo e in largo, innamorandomi della sua diversità culturale e di tutti i segreti nascosti che può svelare. Prima il Belgio e l’Olanda, poi la Germania, la Spagna, l’Islanda, la Danimarca… il viaggio è diventato una regola di vita e da allora non mi sono più fermata, riuscendo a viaggiare un po’ anche nell’anno più difficile di tutti. Il mio bagaglio è sempre pronto, in attesa di scoprire nuovi orizzonti in Europa e spero presto oltreoceano.

Vivere all’estero mi ha insegnato e mi insegna tanto.

Mi ha fatto capire quanto il mondo sia un enorme e meraviglioso gomitolo di avventure, scoperte e opportunità fatte per essere esplorate. Ho capito che la diversità è una ricchezza e non un ostacolo, e come tale va capita e accolta senza paure.

Credevo che il mio arrivo a Parigi fosse un punto di arrivo, un luogo dei sogni in cui fermarmi per sempre e  mettere radici. Ora ho capito invece le mie radici sono dappertutto.

Chiamo Parigi “casa” da un po’ di anni, ma la mia vera casa è l’intero pianeta.

Segni particolari: amo la danza, il canto, la musica e ogni forma d’arte. Sono una realista con i piedi ben piantati a terra, ma con la testa perennemente tra le nuvole e tanti, troppi sogni. Se non sono a casa potete trovarmi ad un concerto, o probabilmente in volo per l’ennesimo city trip.

Una sola parola per definirmi? Praticamente nessuna!
Odio le definizioni e le etichette, le trovo estremamente limitanti.

Se proprio dovessi scegliere, la parola che mi definirebbe meglio sarebbe “work in progress”: sono un essere poliedrico, in continuo mutamento e senza una meta definita, in continua scoperta di me stessa e del mondo che mi circonda.

Unico bagaglio: una valigia piena di sogni e della buona musica. E ovviamente carta e penna per poter scrivere e raccontare.