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Alla scoperta di Parigi,  Cultura & Società,  Vivere all'estero

Non venite a Parigi se…

Molti immaginano Parigi, così come molte altre città turistiche, come un sogno da cartolina: Tour Eiffel luccicante, profumo di pane appena sfornato, suonatori di fisarmonica e simpatici negozietti di souvenir.

A Parigi c’è anche questo, ma non solo. Questa è pressappoco la città che viene presentata sulle guide di viaggio e che i turisti scoprono, incantati, alla loro prima visita. Esplorare la città e viverci per un periodo più o meno lungo sono due cose completamente diverse.

Che siate viaggiatori difficili o no, Parigi può lasciarvi davvero sorpresi, sia in positivo che in negativo. Su questo non c’è  ombra di dubbio. Ma se state pensando di partire a Parigi per l’Erasmus, per un viaggio studio o per un’imperdibile opportunità lavorativa, mi sento in dovere di mettervi in guardia su alcuni aspetti della Ville Lumière.

Nei miei anni di espatrio ho visto tante, troppe persone, restare a Parigi o in Francia pur detestandola, anche per moltissimi anni. Ognuno vive la propria esperienza come vuole, ma personalmente mai e poi mai avrei voglia di vivere in un posto del tutto inadeguato alle mie esigenze. Prima di trasferirvi nella capitale francese, è bene avere in mente alcune sue caratteristiche che potrebbero non proprio andarvi a genio.

Quindi, non venite a Parigi se…

1… odiate la pioggia

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Sebbene non sia la peggiore in fatto di clima, Parigi è una città piuttosto umida e piovosa, soprattutto durante l’inverno.

Magari la pioggia non sarà scrosciante ogni giorno, ma il cielo non perde occasione per riempirsi di grigio, di varie sfumature e tonalità. Capirete bene, non è certo il clima più salubre per un meteoropatico. Se odiate la pioggia più di ogni altra cosa, sarebbe meglio non scegliere Parigi per viverci.

2… siete allergici al  traffico e al caos

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Nonostante l’invidiabile rete di trasporti, Parigi è piena zeppa di traffico, a qualsiasi ora.

Ancora troppe persone, soprattutto provenienti dalle periferie, preferiscono l’automobile per gli spostamenti, causando spesso ingorghi, code, clacson e notevole inquinamento.

Se decidete invece di prendere i mezzi pubblici, sappiate che funzionano molto bene, ma potreste spesso e volentieri trovarvi schiacciati come sardine. Non proprio la situazione ideale per chi ama silenzio e tranquillità. Senza contare che la rete di trasporti, essendo perennemente affollata, non è immune a problemi di vario tipo (scioperi, guasti, lavori e rallentamenti). Dopotutto Parigi è una metropoli e queste sono cose che bisogna aspettarsi. Altrimenti, c’è la verdissima campagna circostante che vi aspetta.

3… amate gli appartamenti spaziosi.

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Oltre al clima, un vero tasto dolente di Parigi è il mercato immobiliare. 

Affittare e comprare casa costa tantissimo, in cambio di una qualità ben diversa da ciò che ci aspettiamo. Tante persone, soprattutto gli studenti, lamentano il fatto di dover vivere in appartamenti piccolissimi, spesso umidi e con scarsa manutenzione,  per un costo che può variare dai 700 ai 1200 euro (per un monolocale!).

La situazione migliora sensibilmente se si decide di vivere in periferia, ma il prezzo da pagare è un collegamento spesso non ottimale con il centro città oppure uno stile di vita ben diverso da quello della capitale.

A Parigi vale il proverbio “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”. Se riuscirete a vivere in 50 m2, sappiate che appartamenti del genere sono già considerati “abbastanza grandi”.

4… mangiate solo cibo italiano.

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Siete dei fan assoluti dell’aperitivo all’italiana, delle pizze e dei piatti di pasta a prezzi modici? Mi dispiace, ma in tal caso non credo che Parigi sia il posto adatto a voi.

Prima di tutto l’aperitivo potrebbe rivelarsi uno shock culturale non indifferente: niente pizzette e tramezzini gratis, ma se tutto va bene una misera scodella di noccioline. Se volete mangiare un tagliere di salumi e formaggi, dovete pagarlo almeno 15 euro. Nei supermercati ben forniti trovate però tutto il necessario per preparare lasagne, gnocchi e tiramisù, ma a prezzi ben lontani da quelli di molte città italiane. Stessa cosa vale per i ristoranti: non tutti sono italiani autentici, e per prezzi indecenti potreste restare anche molto delusi.

Quindi, molto meglio rinunciare a qualche ristorante italiano e buttarsi sulla cucina etnica o, meglio ancora, proprio quella francese. Non storcete il naso, vi giuro che anche la cucina francese è buona, se si sceglie il posto giusto!

Disclaimer: ovviamente il mio articolo non intende affatto scoraggiarvi. Se ho deciso di scriverlo, e perché vedo sempre più expat associare l’idea di Parigi alla tristezza, sempre per gli stessi motivi: nostalgia del cibo italiano, grigio, pioggia, traffico… se inizio a chiedere quali possano essere i motivi per restare, mi sento spesso rispondere “Nessuno”.

Questo tipo di espatrio, disfattista e sofferente, non potrei augurarlo a nessuno. Prima di scegliere il paese in cui vivere, è molto meglio conoscerne in anticipo tutti i possibili vantaggi e svantaggi, in modo da non ritrovarsi davanti ad inaspettate e spesso spiacevoli sorprese.

8 commenti

    • Chiara in progress

      Ciao Ross,
      grazie mille per il tuo commento!
      In effetti, ci tengo a descrivere anche aspetti “negativi” perché ritengo che l’espatrio non debba essere mai idealizzato. Tipicamente, caos e sporcizia sono due dei motivi che, forse, un giorno mi spingeranno ad andare via!

  • Gabriella

    Ciao Chiara, il tuo articolo è scritto benissimo e l’ho letto con piacere. Sicuramente quelli che hai elencato sono tutti punti importanti, di cui tener conto. Uno di questi l’ho sperimentato personalmente: nella nostra ricerca di un alloggio in Francia, per esempio, io e mio marito siamo rimasti sorpresi negativamente dalla metratura delle abitazioni, in rapporto al prezzo. E noi non abiteremo nemmeno a Parigi, ma in un paesino di campagna al confine con la Normandia.

    La nostra mente spesso crea aspettative (a me talvolta succede con i viaggi) che potrebbero non riflettere completamente la realtà, o addirittura allontanarsi parecchio da essa. Ritengo anche io molto importante informarsi approfonditamente prima di fare la valigia, e porsi delle domande (cercando di essere il più possibile sinceri con se stessi nelle risposte). Io, per esempio, ho imparato a non partire troppo carica di entusiasmo. Rischio di rimanere delusa! Nel mio piccolo, cerco di mantenere i piedi per terra e di avere un atteggiamento aperto e pratico, in modo da gestire anche eventuali situazioni negative o spiacevoli per me.

    • Chiara in progress

      Ciao Gabry,

      Io ho letto con piacere il tuo commento, molto maturo e consapevole. Partire con poche aspettative, positive o negative che siano, credo sia in generale ottimo, soprattutto per godersi “il momento presente” e reagire in modo più razionale di fronte a imprevisti e delusioni. Non è pessimismo, ma come dici tu, razionalità. Vivendo qui ho scoperto tante cose belle e brutte che non mi aspettavo su Parigi, ma tutte mi sono servite a capire cosa desidero per il futuro e cosa invece vorrei eliminare.

      • Sara

        Ciao Chiara, ho letto con piacere anche questo articolo. La mia esperienza parigina è durata soltanto 9 mesi, poiché scelsi di ritornare a Londra. La prima volta che ho visto Parigi da turista l’ho vista davvero con gli occhi a cuoricini, proprio come quando la studiavo nei libri scolastici, vivendoci sicuramente ho avuto un’altra sensazione, ma probabilmente è perché ho potuto paragonarla con Londra dove ho anche vissuto. Quello che mi è rimasto sempre impresso è il trasporto pubblico, meno organizzato e a livello di sicurezza non mi sono mai sentita sicura poiché ho avuto degli episodi spiacevoli nella RER e i “cattivi odori” che si sentono spesso in giro .
        Per il resto ho capito che una città o la ami o la odi, e preferisco ritornare come “turista fai da te” che sicuramente mi regala più emozioni.

        • Chiara in progress

          Ciao,
          essendo stata anche 4 volte a Londra capisco cosa intendi. Quelli che hai elencato sono dei tasti dolenti per Parigi ma sono comunque contenta che tu riesca ogni volta a goderti una bella esperienza da “turista”.
          E comunque spesso sento fare il paragone tra Londra e Parigi in modalità “le grandi città sono tutti uguali”: non sono assolutamente d’accordo e certe cose si capiscono subito!”

  • Valeria

    Ciao!!! Mi piace tantissimo questo tuo articolo. Hai detto una grande verità: una cosa è vedere una città con gli occhi del turista ma un’altra viverla. E per esperienza ti posso dire anche che anche quando ci vivi, troverai differenze tra i primi mesi dal trasferimento a qualche anno dopo. Certi aspetti conviene conoscerli prima

    • Chiara in progress

      Ciao Valeria,
      sono pienamente d’accordo con te e posso confermarlo. La mia visione di Parigi non è la stessa di 9 anni fa, ma nemmeno di 5 anni fa. Se dovessi elencarti i difetti, la lista sarebbe lunga, ma sono tanti anche i buoni motivi per restare! Per par condicio credo che scriverò un articolo anche su quelli 😀 e sarebbe sicuramente così in qualunque posto nel mondo!

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