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Riflessioni & Pensieri

Tre grandi cose che ho imparato dal 2020

Alla fine di ogni anno è consuetudine tirare le somme e fare un bilancio. In fin dei conti è un ciclo che si chiude, come tanti altri nella vita. Ci si concentra sulle conquiste, le delusioni, gli avvenimenti importanti, gli obiettivi raggiunti e quelli da raggiungere ancora. Soprattutto, in un anno come il 2020, sappiamo esattamente cosa vogliamo lasciarci per sempre alle spalle.

Anno difficile e imprevedibile, lo abbiamo giustamente associato alla solitudine, alla crisi e all’incertezza tipica della nostra epoca. Nel bene e nel male, il 2020 ci ha lasciato un’eredità importante. Sta a noi decidere se considerarla pesante e catastrofica oppure, come qualcuno ha detto, se “ne usciremo migliori”.

Ma se è così facile focalizzarci su quello che non vogliamo più, perché non ricordarci più spesso anche di ciò che invece vogliamo? Nell’assoluto, non c’è anno che si possa considerare ottimo e pessimo. Dovremmo solo imparare a relativizzare e cambiare il nostro modo di vedere gli eventi. Il 2020 ci ha tolto molte cose, e in alcuni casi purtroppo anche persone a noi care. Ma se proprio queste mancanze fossero il punto di partenza per ricominciare da zero e dare a noi stessi una marcia in più?

Faccio parte di quella categorie di persone che dall’isolamento forzato ha deciso di ricavare una nuova linfa, rimboccandosi le maniche e dicendosi “E adesso cosa posso fare?” Il risultato è stato un lungo lavoro su me stessa, una visione del tutto nuova della vita e un’inattesa serie di insegnamenti che ho imparato da questo burrascoso 2020.

Sognare il futuro, ma vivere senza aspettative

Dal 2020 ho soprattutto imparato quanto si viva meglio senza avere troppe aspettative, né positive né negative. Continuerò ad avere grandi progetti e a sognare in grande, ma senza riporre tutte le mie speranze in qualcosa che ancora deve accadere. Si parla tanto di “vivere nel qui ed ora”, di godersi ogni singolo giorno senza troppe proiezioni nel futuro. Quest’anno ho finalmente capito cosa significhi vivere nel presente, e quanto questo renda le mie giornate più ricche, spensierate, degne di essere vissute.

I lunghi mesi di lockdown mi hanno posta davanti a un bivio: cedere agli eventi oppure continuare a vivere. Io ho deciso di reinventarmi, sfruttare al meglio le mie risorse e fare del 2020 un anno denso e fruttuoso, nonostante tutto.

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Apprezzare le piccole cose, non dare nulla per scontato

All’annuncio del lockdown ci siamo ritrovati chiusi tra quattro mura, rinunciando alla libertà e a gran parte delle nostre abitudini. Anch’io, che non sono quasi mai a casa, mi sono sentita così. Ma se da una parte mi è mancato viaggiare, ho apprezzato una “semplice” estate italiana in compagnia della famiglia e dei miei amici più cari. Rinunciando a cene, passeggiate e aperitivi, mi è bastato un brindisi virtuale per sentirmi in ottima compagnia. Ho capito quanto un gesto banale come un messaggio, un pensiero o un piccolo regalo possano essere importanti in questo clima di incertezze. Nulla a questo mondo è scontato, l’unica vera certezza è il nostro presente. Quindi viviamolo!

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Praticare la condivisione, la gratitudine, il contatto umano

L’ultimo grande insegnamento che il 2020 mi ha lasciato è l’importanza dei rapporti umani, anche questi troppo spesso dati per scontati. La solitudine mi ha permesso di riflettere e dedicarmi del tempo, ma mi ha anche fatto capire quanto sia importante per me la condivisione, l’amicizia e la socialità. Possono mancarti ma la vita mondana, i grandi eventi e i lunghi viaggi, ma nulla di tutto ciò conta davvero se non è condiviso con le persone giuste. Il 2020, nonostante le restrizioni e il distanziamento, è stato reso unico dalle persone, che con la loro energia hanno fatto brillare anche il più complesso degli anni.

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Dal 2020 ho imparato che nel bel mezzo del caos c’è sempre un buon motivo per sorridere: il calore umano, un gesto spontaneo, la gratitudine per noi stessi e per gli altri. 

Invece di guardarci indietro e pensare a ciò che il vecchio anno ci ha tolto, pensiamo a cosa ci ha dato e a cosa potrà darci un futuro.

Questa volta non saluterò il nuovo anno con auguri, buoni propositi e lunghi bilanci, ma con la speranza che sia l’inizio di una nuova epoca, all’insegna della condivisione, della gratitudine e soprattutto della ricostruzione.

Ci vediamo nel 2021!

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