
Chi sono
Mi chiamo Chiara, classe ’89, nata e cresciuta nel Bel Paese, ma diventata davvero adulta, nel 2013, nella splendida Parigi. Ho sempre amato viaggiare e la mia mente vaga lontano sin da piccola, verso orizzonti sempre più lontani. Sognavo una vita movimentata, in giro per il mondo, lavorando come esploratrice o come scienziata. In qualche modo, adesso sono diventata l’uno e l’altro!
Con una laurea in Biologia e una borsa Erasmus+ al seguito (che ancora si chiamava progetto Leonardo) sono partita da sola, un tiepido giorno di ottobre, con l’obiettivo iniziale di restare per soli sei mesi, forse un anno. Ero uno dei tanti “cervelli in fuga” che sognava l’estero nella speranza di un futuro e di una carriera migliore. Anche se in realtà, questa definizione mi è sempre stata stretta. Parigi mi è poi entrata nel cuore e mi ha accolta da subito nel migliore dei modi. Talmente bene che ho deciso di restaci fino a data da destinarsi.
La Ville Lumière è diventata così un luogo che chiamo “casa”, la mia fonte di ispirazione e il fulcro di una nuova, grande tappa: la vita da expat.
Oggi vedo l’espatrio con occhi diversi rispetto a quando sono partita. Doveva essere un trasferimento economico, un’opportunità professionale, una nuova esperienza. Oggi per me l’espatrio è diventato un vero e proprio stile di vita, che non necessariamente avrà sempre e solo Parigi come sfondo.
Partendo di Parigi ho iniziato a visitare l’Europa e poi l’oltreoceano in lungo e in largo, innamorandomi della sua diversità culturale e di tutti i segreti nascosti che può svelare. Il viaggio è diventato una regola di vita e da allora non mi sono più fermata, riuscendo a viaggiare un po’ anche nell’anno più difficile di tutti. Il mio bagaglio è sempre pronto, in attesa di scoprire orizzonti sempre nuovi.
Vivere all’estero mi ha insegnato e mi insegna tanto.
Mi ha fatto capire quanto il mondo sia un enorme e meraviglioso gomitolo di avventure, scoperte e opportunità fatte per essere esplorate. Ho capito che la diversità è una ricchezza e non un ostacolo, e come tale va capita e accolta senza paure. Credevo che il mio arrivo a Parigi fosse un punto di arrivo, un luogo dei sogni in cui fermarmi per sempre e mettere radici. Ora ho capito invece le mie radici sono dappertutto.
Per questo, attraverso il mio blog e le mie pagine social, condivido la mia quotidianità da italiana in Francia e cerco di dare il mio aiuto a chi desidera seguire l’esempio mio e di tanti altri emigranti prima di me. Trovi maggiori informazioni sui servizi che propongo nella sezione “I miei servizi”.
Una sola parola per definirmi? Praticamente nessuna!
Odio le definizioni e le etichette, le trovo estremamente limitanti.
Se proprio dovessi scegliere, la parola che mi definirebbe meglio sarebbe “work in progress”: sono un essere poliedrico, in continuo mutamento e senza una meta definita, in continua scoperta di me stessa e del mondo che mi circonda.




